Memoria corporea: quando il corpo trattiene emozioni e si manifesta con dolori psicosomatici
Il corpo non dimentica.
Anche quando la mente va avanti, anche quando “razionalmente” pensi di aver superato un evento, il corpo continua a ricordare.
Quella tensione che ritorna sempre nello stesso punto oppure quel dolore che compare senza una causa apparente, la stanchezza cronica o la sensazione di blocco. Spesso tutto questo non è solo un problema muscolare o articolare.
È memoria corporea.
Comprendere cos’è e come agisce è il primo passo per iniziare un vero percorso di ascolto e liberazione del proprio corpo.
Cos’è la memoria corporea?
La memoria corporea è la capacità del corpo di immagazzinare esperienze vissute, soprattutto quelle intense dal punto di vista emotivo (oltre che fisico).
Quando parliamo di traumi non parliamo solo di traumi evidenti come incidenti o interventi chirurgici. Il corpo, in realtà, registra anche:
stress prolungato;
posture mantenute per anni;
emozioni non espresse;
periodi di forte insicurezza o paura;
cambiamenti improvvisi.
Ogni esperienza che viviamo lascia un’impronta, seppure non ce ne rendiamo conto.
E quando quell’impronta non viene “elaborata”, il corpo la conserva sotto forma di tensione, rigidità o dolore fisico.
Il corpo ricorda ciò che la mente ha dovuto dimenticare per andare avanti.
Come la memoria corporea si manifesta nel quotidiano
La memoria corporea non parla attraverso le parole ma lo fa con dei segnali. Tra i più comuni ci sono:
dolori che vanno e vengono senza una causa chiara;
rigidità al collo o alla schiena che non passa nonostante esercizi o farmaci;
difficoltà respiratorie “senza un apparente motivo”;
senso di peso, compressione o blocco;
stanchezza persistente.
Molte persone dicono proprio “Non so perché, ma è come se il mio corpo fosse sempre in tensione.” E spesso la risposta è proprio lì: il corpo sta trattenendo qualcosa.
In osteopatia il dolore non viene visto come qualcosa da eliminare a tutti i costi, ma come un linguaggio del corpo. Un modo tutto suo per parlarci.
Quando il corpo prova a compensare per troppo tempo, prima o poi manda un segnale più forte e il dolore arriva quando il corpo dice: “Così non ce la faccio più.”
Non è il dolore il problema. È ciò che lo ha generato e mantenuto nel tempo.
Ed è qui che entra in gioco il lavoro sulla memoria corporea.
Memoria corporea e osteopatia: che relazione c’è?
L’osteopatia non lavora solo sulla struttura, ma sulla relazione che c’è tra corpo, sistema nervoso ed emozioni.
Durante un trattamento osteopatico:
si ascoltano le tensioni;
si osservano le compensazioni;
si lavora sui tessuti che hanno perso mobilità;
si aiuta il corpo a ritrovare sicurezza.
Quando il corpo si sente al sicuro, inizia a lasciare andare.
Spesso capita che durante o dopo il trattamento con il metodo del Sogno Risvegliato emergano emozioni, ricordi, sensazioni.
Non perché vengano “cercate”, ma perché il corpo finalmente trova lo spazio per esprimersi.
Questo è uno dei segnali più chiari che si sta lavorando anche sulla memoria corporea.
Molte persone interpretano il dolore come un limite, infatti, uno delle frasi che sentiamo e diciamo più spesso quando sentiamo dolore è: “Non riesco perché sto male/mi fa male.”
In realtà, da un punto di vista corporeo, “non riesco” spesso significa “mi sto liberando”.
Il corpo, quando inizia a sciogliere una memoria, può attraversare una fase di cambiamento. Può provare sensazioni nuove, stanchezza temporanea oppure sentire il bisogno di rallentare.
Non è un passo indietro. È solo il corpo che sta riorganizzando ciò che per anni ha tenuto in silenzio.
Ascoltare il corpo è un atto di cura profonda verso se stessi
Viviamo in una società che ci spinge a “resistere”, a ignorare i segnali che il corpo ci manda, ad andare avanti a tutti i costi, ma il corpo non funziona così.
Il corpo ha bisogno di essere ascoltato e rispettato. Lavorare sulla memoria corporea significa proprio smettere di combattere il corpo e iniziare a collaborare con lui, invece.
Ed è in questo cambio di prospettiva che avviene il vero miglioramento.
Quando è il momento giusto per iniziare un percorso?
Se ti riconosci in almeno una di queste situazioni:
dolori ricorrenti senza spiegazione chiara;
tensioni che tornano sempre negli stessi punti;
sensazione di essere “bloccato”;
difficoltà a rilassarti davvero;
percezione che il tuo corpo stia trattenendo qualcosa
Forse il tuo corpo ti sta chiedendo attenzione, sta cercando di dirti qualcosa. Forse è arrivato il tempo di ascoltarlo. Di ascoltarti.
Una chiamata conoscitiva può essere il primo passo
Ogni corpo ha una storia diversa e ogni percorso deve essere costruito su misura.
Per questo una chiamata conoscitiva è uno spazio importante per ascoltare la tua storia e per valutare se e come iniziare un percorso osteopatico insieme.
Vuoi capire cosa sta trattenendo il tuo corpo?
Prenota ora la tua chiamata conoscitiva e inizia ad ascoltare il tuo corpo, davvero
Il corpo ricorda.
Ma tu puoi aiutarlo ad imparare a lasciare andare.
E non devi farlo da sola.